Nuove mappe ECDC sulle zecche in Europa: cosa cambia

Dopo quasi tre anni il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) aggiorna le mappe sulla diffusione delle principali specie di zecche in Europa.

Il cambiamento più importante non riguarda i dati, ma il modo in cui vengono presentati.

Cosa mostrano le nuove rilevazioni

Le mappe si basano sui dati raccolti dal network VectorNet e mostrano la presenza delle zecche a livello di unità amministrative, ovvero di zone geografiche territorialmente delimitate.

La novità principale sta nel fatto che non viene più indicato il numero di nuove segnalazioni, come in passato. Al loro posto si riportano quante unità amministrative e quali Paesi risultano maggiormente interessati dalla presenza delle diverse specie.

Cosa cambia rispetto agli aggiornamenti precedenti

Nelle versioni precedenti delle mappe, l’ECDC evidenziava:

  • il numero di nuove rilevazioni
  • l’espansione delle diverse specie

Questo permetteva di capire dove le zecche stavano avanzando.

Nel nuovo aggiornamento, invece, il focus è sul numero di unità territoriali coinvolte, con indicazione dei Paesi maggiormente interessati.

In altre parole, si passa da una logica dinamica (espansione) a una logica territoriale (diffusione accertata).

Le espansioni più significative per specie

L’Ixodes ricinus, la comune zecca dei boschi, principale vettore della malattia di Lyme e della TBE, si conferma la specie più diffusa.

Rispetto all’aggiornamento di ottobre 2023:

  • è presente in 16 nuove unità amministrative (otto in Montenegro)
  • è segnalata per la prima volta in altre 11 unità (sette in Portogallo)

In aumento anche la distribuzione delle Hyalomma, vettori della febbre emorragica di Crimea-Congo. Le mappe accertano:

  • l’introduzione di Hyalomma marginatum in 12 nuove unità (sette in Montenegro)
  • la presenza di Hyalomma lusitanicum in cinque unità (tre in Portogallo e due in Spagna)

Si registra inoltre l’ampliamento dell’areale di:

  • Rhipicephalus sanguineus (zecca del cane), vettore di rickettsiosi come la febbre bottonosa del Mediterraneo
  • Dermacentor reticulatus, associato a malattie come la tularemia.

Le zecche in Europa: da emergenza a presenza strutturale

Il cambiamento nelle mappe dell’ECDC non è solo tecnico, ma ha un significato preciso.

Se non si parla più di “nuove segnalazioni” è perché molte specie di zecche – come l’Ixodes ricinus  – sono ormai stabilmente diffuse nella maggior parte del territorio europeo.

Il messaggio è chiaro: le zecche non sono più un fenomeno emergente, ma una realtà consolidata.

Cosa significa per il rischio

La presenza di zecche non implica automaticamente un rischio sanitario diretto, ma indica che:

  • l’habitat è favorevole
  • il contatto con l’uomo è possibile
  • il rischio di subire un morso di zecca è diffuso.

In altre parole c’è un’alta probabilità che persone e animali entrino in contatto con le zecche, soprattutto in ambienti naturali e periurbani.

Focus Italia: presenza diffusa, rischio variabile

Anche in Italia la situazione riflette il quadro europeo:

  • la zecca Ixodes ricinus è presente in molte aree del Paese
  • esistono zone che chiedono grande attenzione
  • l’esposizione a possibili morsi di zecca è elevata.

Questo significa che non esistono aree “sicure”.

Un limite dei nuovi dati: meno visibilità sui cambiamenti

Il nuovo approccio nelle mappe dell’ECDC ha anche un limite importante.

Non indicando più il numero di nuove segnalazioni, diventa difficile capire:

  • dove le zecche stanno espandendo il loro areale
  • quali aree sono di nuova colonizzazione
  • dove il fenomeno sta accelerando.

Le mappe sono più complete dal punto di vista territoriale, ma meno sensibili alle variazioni recenti.

Il ruolo del clima e dell’ambiente

Il contesto non va dimenticato. Negli ultimi anni:

  • l’aumento delle temperature
  • l’umidità
  • i cambiamenti negli ecosistemi

hanno favorito la sopravvivenza e la diffusione delle zecche in nuove aree, anche a quote elevate.

Le mappe ECDC fotografano una situazione che è il risultato di questi cambiamenti.

Come interpretare correttamente le nuove mappe

Per leggere correttamente i dati ECDC è utile ricordare che:

  • indicano presenza, non densità
  • non misurano direttamente il rischio sanitario
  • non mostrano la velocità di diffusione
  • rappresentano una base scientifica affidabile, ma da integrare con dati locali.

Cosa cambia per i cittadini

Dal punto di vista pratico, cambia poco, ma emerge un concetto chiave: le zecche sono ormai parte dell’ambiente naturale europeo.

Per questo è fondamentale:

  • usare repellenti quando necessario
  • controllare il corpo dopo attività all’aperto
  • conoscere le aree a maggiore presenza
  • rimuovere in modo corretto e rapidamente le zecche dalla pelle.

Per approfondire clicca qui

fonte immagine: ECDC

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