
È il caso che sta facendo discutere, in queste ore, nel Bellunese. Protagonista un allenatore di basket finito in coma a causa della TBE (encefalite da zecca). L’uomo, molto conosciuto anche nel Trevigiano per la sua attività sportiva, è stato trovato in casa agonizzante e in condizioni critiche da un familiare, che ha immediatamente allertato i soccorsi. Il ricovero d’urgenza in terapia intensiva ha confermato la diagnosi: encefalite da zecca (TBE).
Dopo giorni di coma farmacologico l’allenatore si è risvegliato e sembra aver superato la fase più critica, anche se resta in prognosi riservata e il quadro clinico continua a essere delicato.
Belluno: area ad alto rischio
Il caso dell’allenatore è il più grave e mediatico, ma non è isolato.
Dall’inizio del 2026, nel territorio dell’Usl Dolomiti si contano 10 casi di infezioni trasmesse da zecche:
Il livello di attenzione resta alto, dal momento che il picco dell’encefalite da zecche si registra proprio nei mesi estivi, in particolare a luglio.
Nel 2025 il Veneto ha rilevato 39 casi di malattia neuro-invasiva, confermando il Bellunese come territorio altamente endemico.
TBE: sintomi e conseguenze
La TBE può manifestarsi con sintomi simili all’influenza, ma in alcuni casi evolve in forme più gravi come meningite o encefalite o mielite (simil poliomielite).
Può avere serie conseguenze e causare danni, anche permanenti, al sistema nervoso, con esiti fatali nei casi più estremi. Generalmente il decorso è più benigno nei bambini e nei giovani, e diventa più severo con il progredire dell’età.
Vaccino e prevenzione: i dati sulla copertura
La prevenzione resta l’arma principale. In provincia di Belluno il vaccino contro la TBE è disponibile gratuitamente per i residenti e ha raggiunto una copertura del 22,7% della popolazione.
Il dato, seppur in crescita, presenta ancora margini di miglioramento, soprattutto:
Gli esperti ricordano che la protezione non è immediata: l’efficacia del vaccino si sviluppa a partire dalla seconda dose.
Attenzione anche in Trentino e Alto Adige: 12 casi, numeri raddoppiati
L’allarme non riguarda solo il Bellunese. Anche in Trentino-Alto Adige i contagi sono in aumento. Dall’inizio del 2026 si registrano 12 casi complessivi di encefalite da zecca, un dato raddoppiato rispetto allo stesso periodo del 2025.
Solo nel mese di giugno si sono verificati 4 nuovi casi:
Due uomini, di 60 e 73 anni, sono stati ricoverati all’ospedale Santa Chiara di Trento. Le condizioni non risultano gravi, ma uno dei due pazienti è ancora sotto osservazione.
Estate e zecche: perché il rischio aumenta
Con l’arrivo dell’estate aumenta la presenza e soprattutto l’attività delle zecche. Tra i luoghi più a rischio vi sono i boschi e gli ambienti naturali.
Per chi cammina in montagna è fondamentale adottare alcune precauzioni:
In caso di zecca attaccata alla pelle, va rimossa rapidamente.
In montagna: consapevolezza e responsabilità
Il caso dell’allenatore bellunese dimostra quanto insidioso sia un morso di zecca e come possa trasformarsi in un rischio concreto per la salute.
In un contesto di numeri in crescita tra Veneto, Trentino e Alto Adige, informazione e prevenzione restano strumenti essenziali.
Il messaggio è semplice: non rinunciamo alla montagna, ma impariamo a viverla con responsabilità e maggiore consapevolezza.
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