
Dopo quasi tre anni il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) aggiorna le mappe sulla diffusione delle principali specie di zecche in Europa.
Il cambiamento più importante non riguarda i dati, ma il modo in cui vengono presentati.
Cosa mostrano le nuove rilevazioni
Le mappe si basano sui dati raccolti dal network VectorNet e mostrano la presenza delle zecche a livello di unità amministrative, ovvero di zone geografiche territorialmente delimitate.
La novità principale sta nel fatto che non viene più indicato il numero di nuove segnalazioni, come in passato. Al loro posto si riportano quante unità amministrative e quali Paesi risultano maggiormente interessati dalla presenza delle diverse specie.
Cosa cambia rispetto agli aggiornamenti precedenti
Nelle versioni precedenti delle mappe, l’ECDC evidenziava:
Questo permetteva di capire dove le zecche stavano avanzando.
Nel nuovo aggiornamento, invece, il focus è sul numero di unità territoriali coinvolte, con indicazione dei Paesi maggiormente interessati.
In altre parole, si passa da una logica dinamica (espansione) a una logica territoriale (diffusione accertata).
Le espansioni più significative per specie
L’Ixodes ricinus, la comune zecca dei boschi, principale vettore della malattia di Lyme e della TBE, si conferma la specie più diffusa.
Rispetto all’aggiornamento di ottobre 2023:
In aumento anche la distribuzione delle Hyalomma, vettori della febbre emorragica di Crimea-Congo. Le mappe accertano:
Si registra inoltre l’ampliamento dell’areale di:
Le zecche in Europa: da emergenza a presenza strutturale
Il cambiamento nelle mappe dell’ECDC non è solo tecnico, ma ha un significato preciso.
Se non si parla più di “nuove segnalazioni” è perché molte specie di zecche – come l’Ixodes ricinus – sono ormai stabilmente diffuse nella maggior parte del territorio europeo.
Il messaggio è chiaro: le zecche non sono più un fenomeno emergente, ma una realtà consolidata.
Cosa significa per il rischio
La presenza di zecche non implica automaticamente un rischio sanitario diretto, ma indica che:
In altre parole c’è un’alta probabilità che persone e animali entrino in contatto con le zecche, soprattutto in ambienti naturali e periurbani.
Focus Italia: presenza diffusa, rischio variabile
Anche in Italia la situazione riflette il quadro europeo:
Questo significa che non esistono aree “sicure”.
Un limite dei nuovi dati: meno visibilità sui cambiamenti
Il nuovo approccio nelle mappe dell’ECDC ha anche un limite importante.
Non indicando più il numero di nuove segnalazioni, diventa difficile capire:
Le mappe sono più complete dal punto di vista territoriale, ma meno sensibili alle variazioni recenti.
Il ruolo del clima e dell’ambiente
Il contesto non va dimenticato. Negli ultimi anni:
hanno favorito la sopravvivenza e la diffusione delle zecche in nuove aree, anche a quote elevate.
Le mappe ECDC fotografano una situazione che è il risultato di questi cambiamenti.
Come interpretare correttamente le nuove mappe
Per leggere correttamente i dati ECDC è utile ricordare che:
Cosa cambia per i cittadini
Dal punto di vista pratico, cambia poco, ma emerge un concetto chiave: le zecche sono ormai parte dell’ambiente naturale europeo.
Per questo è fondamentale:
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fonte immagine: ECDC