Antiparassitario per cane e gatto: serve in autunno?

Con l’arrivo dell’autunno si tende a pensare che l’emergenza parassiti sia ormai alle spalle. È un luogo comune molto diffuso e purtroppo errato: settembre non segna la fine della stagione delle zecche. Al contrario, coincide con una ripresa della loro attività.

Basare la gestione dell’antiparassitario per cane e gatto sul calendario può quindi esporre gli animali domestici al rischio di malattie.

Perché le zecche tornano attive a settembre?

L’attività delle zecche si concentra prevalentemente in due picchi stagionali: il primo tra marzo e giugno (primavera) e il secondo tra settembre e novembre (autunno).

Se l’estate calda e secca riduce temporaneamente la ricerca dell’ospite, il clima autunnale crea le condizioni ideali perché le zecche riprendano la ricerca, favorite da:

  • Temperature miti e umidità: l’aumento dell’umidità e il calo delle temperature riattivano i parassiti.
  • Frequentazione di spazi all’aperto: le giornate ancora gradevoli invogliano a passeggiare e a trascorrere del tempo in parchi, giardini, prati e aree naturali, dove le zecche si insediano facilmente.

Una protezione su misura per ogni animale

Cane e gatto non hanno necessariamente lo stesso livello di esposizione alle zecche. Per valutare se continuare o eventualmente modificare la protezione antiparassitaria occorre considerare diversi elementi:

  • Ambiente di vita e uscite: un animale che vive prevalentemente in appartamento ha esigenze diverse rispetto ad un altro che frequenta regolarmente spazi verdi.
  • Stile di vita e abitudini: la durata complessiva della permanenza all’aperto influisce direttamente sulle probabilità di contatto con i parassiti.
  • Gatto con accesso all’esterno: per i gatti che esplorano l’ambiente esterno senza supervisione, il rischio è costante e difficile da monitorare.
  • Tipologia di prodotto: compresse masticabili, prodotti spot-on o collari hanno durata d’azione e spettri di protezione differenti.

La scelta del dispositivo e della formulazione più idonei va sempre concordata con il veterinario di fiducia, che valuterà anche l’età, il peso e lo stato fisiologico (come l’eventuale gravidanza) dell’animale d’affezione, insieme alla presenza di patologie o terapie concomitanti.

L’importanza del controllo post-passeggiata

I trattamenti di profilassi rappresentano un presidio fondamentale, ma non sostituiscono l’ispezione manuale e visiva del mantello.

Al rientro da ogni passeggiata in zone a rischio è buona norma controllare accuratamente il pelo e la cute dell’animale.

Dove cercare le zecche?

Le zecche tendono ad insediarsi nei punti in cui è più facile raggiungere la pelle. È quindi opportuno ispezionare con particolare attenzione:

  • Testa e orecchie
  • Collo e zona sottostante il collare
  • Ascelle e inguine
  • Zona perioculare e periboccale
  • Spazi tra le dita.

Il consiglio pratico: poiché le zecche sono piccole e possono sfuggire alla vista, l’ispezione più efficace consiste nel far scorrere lentamente le dita contropelo su tutto il corpo dell’animale. La presenza di una zecca si avverte come un piccolo rilievo duro al tatto.

Cosa fare quando si trova una zecca

Se durante la verifica si individua una zecca già attaccata alla cute del cane o del gatto, va rimossa il prima possibile. Per una corretta estrazione è opportuno:

  1. Indossare dei guanti: per proteggersi le mani
  1. Utilizzare strumenti idonei: come le apposite pinzette o ganci,
  1. Evitare sostanze oleose o irritanti: cospargere la zecca con olio, alcol, etere o altra sostanza non favorirà il suo distacco. Potrà invece provocare un rigurgito, aumentando la possibile trasmissione di agenti infettivi.

In caso di difficoltà nella rimozione del parassita o in presenza di cute fortemente arrossata e irritata è opportuno consultare il veterinario.

Sintomi da osservare nelle settimane successive

Diverse malattie trasmesse dalle zecche hanno un periodo di incubazione prolungato. Per questo motivo nei 30 giorni successivi all’estrazione è opportuno tenere sotto osservazione l’animale domestico e consultare il veterinario in caso di:

  • Febbre o letargia improvvisa
  • Inappetenza
  • Zoppia intermittente o migrante (che passa da un arto all’altro)
  • Linfonodi ingrossati
  • Urine di colore scuro.

Informare il veterinario sulla data di estrazione della zecca e della sede anatomica interessata potrà agevolare la diagnosi.

Presenza di zecche in casa e rischi per la famiglia

Una zecca trasportata nell’abitazione da un animale può staccarsi e cercare un nuovo ospite, compresi gli esseri umani.

Mantenere cani e gatti correttamente protetti costituisce quindi un’efficace misura preventiva anche per tutelare l’ambiente domestico.

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