
Le zecche sono in grado di trasmettere batteri, virus e altri agenti patogeni, responsabili di infezioni che possono coinvolgere il sistema nervoso.
Una rassegna pubblicata il 20 ottobre 2026 sulla rivista scientifica Current Treatment Options in Neurology fa il punto sulle manifestazioni neurologiche delle principali malattie trasmesse dalle zecche, riportando studi ed evidenze scientifiche riferite a:
· malattia di Lyme,
· encefaliti da TBE virus e Powassan virus,
· babesiosi,
· anaplasmosi ed ehrlichiosi.
Malattia di Lyme: i sintomi neurologici
La malattia di Lyme è l’infezione più diffusa e quella che coinvolge più frequentemente il sistema nervoso, dando origine alla cosiddetta neuroborreliosi di Lyme.
Le manifestazioni più comuni sono:
– meningite, un’infiammazione delle membrane che avvolgono il cervello e il midollo spinale
– radicoloneuropatia, responsabile di dolori intensi che si irradiano lungo le braccia o le gambe, seguendo il percorso delle radici nervose
– paralisi dei nervi cranici, con frequente interessamento del nervo facciale su uno o entrambi i lati del viso.
Più raramente la neuroborreliosi può progredire e coinvolgere il sistema nervoso centrale (encefalite e/o mielite) causando:
· Confusione mentale
· Difficoltà di concentrazione e di memoria
· Profonda stanchezza
· Disturbi dell’umore e del comportamento.
Secondo i dati riportati nella rassegna, negli Stati Uniti il coinvolgimento neurologico interessa il 12,5% dei casi di malattia di Lyme, mentre in Europa le stime arrivano fino al 12%. Le due percentuali, tuttavia, non sono direttamente confrontabili, perché discendono da criteri diagnostici e sistemi di rilevazione differenti.
Disturbi persistenti dopo il trattamento
Alcune persone, anche dopo aver ricevuto un trattamento antibiotico adeguato per la malattia di Lyme, riferiscono difficoltà di memoria e di concentrazione, affaticamento e dolori ai muscoli e alle articolazioni.
La rassegna richiama studi controllati secondo i quali, negli adulti, i disturbi cognitivi risultano solo lievemente più frequenti rispetto alla popolazione generale, con una differenza inferiore a quattro punti percentuali. Nei bambini, invece, la frequenza è simile.
Nel complesso le evidenze scientifiche non dimostrano che questi sintomi siano dovuti a un’infezione persistente del sistema nervoso centrale o a un’infiammazione ancora in corso.
Anche per quanto riguarda possibili legami con altre patologie neurologiche e psichiatriche, gli studi citati nella rassegna rimarcano l’impossibilità di associazioni epidemiologiche tra Lyme e malattie come Alzheimer, Parkinson, sclerosi multipla e sclerosi laterale amiotrofica (SLA).
TBE: l’encefalite da zecche può lasciare conseguenze
L’encefalite da zecche (o TBE) è un’infezione virale presente in diverse aree d’Europa, dove vengono segnalati circa 4.000 casi all’anno, secondo gli autori dello studio.
Nella forma neuroinvasiva può causare meningite, meningoencefalite e, in alcune circostanze, interessare anche il midollo spinale, causando:
· Paralisi flaccida (paralisi muscolare simile alla poliomielite; causa la perdita della motilità di uno o tutti e quattro gli arti, accompagnata dalla riduzione del tono e volume dei muscoli che diventano “flaccidi”)
· Febbre elevata (oltre i 39°C)
· Notevole malessere generale
· Forte mal di testa
· Confusione mentale
· Fotofobia
· Disturbi motori
con possibili conseguenze anche di lungo periodo.
Per la TBE non esiste un trattamento specifico, ma è disponibile un vaccino, raccomandato a quanti vivono e lavorano in aree endemiche.
Virus Powassan: una trasmissione possibile in pochi minuti
Il virus Powassan è un altro agente infettivo trasmesso dalle zecche, segnalato soprattutto in Canada e negli Stati Uniti nord-orientali e centro-settentrionali. L’infezione è rara, ma può causare meningite ed encefalite, con possibili danni neurologici permanenti.
Un aspetto rilevante riguarda i tempi di trasmissione: il virus può essere trasmesso anche dopo pochi minuti dall’attacco della zecca.
Le informazioni sul Powassan-virus vanno comunque lette nel loro contesto geografico. La distribuzione delle zecche e dell’agente infettivo varia da una regione all’altra e, al momento, non risultano casi di malattia nel territorio europeo.
Anche altre infezioni possono coinvolgere il sistema nervoso
La rassegna considera inoltre infezioni come anaplasmosi, babesiosi, ehrlichiosi e la rara borreliosi causata da Borrelia miyamotoi. Le manifestazioni e i meccanismi con cui queste malattie possono interessare il sistema nervoso non sono uguali e, per alcune di esse, le evidenze sul coinvolgimento diretto del sistema nervoso centrale restano limitate.
Non è quindi corretto attribuire a tutte le infezioni trasmesse dalle zecche lo stesso livello di rischio neurologico. Anche la frequenza dei casi diagnosticati può risentire delle modalità con cui vengono individuate le diverse malattie: per alcune infezioni rare, ad esempio, gli accertamenti vengono eseguiti soprattutto quando il paziente presenta sintomi neurologici importanti.
Prevenzione e attenzione ai sintomi
Un morso di zecca non significa automaticamente sviluppo di infezione. Il rischio dipende da diversi fattori, tra cui la specie della zecca, la presenza dell’agente patogeno e l’area geografica.
Dopo le attività all’aperto è utile controllare attentamente la pelle e rimuovere tempestivamente le zecche. Se dopo una possibile esposizione compaiono un’eruzione cutanea in espansione (eritema migrante), febbre, forte mal di testa, dolori, debolezza o paralisi del viso, è opportuno rivolgersi al medico.
Confusione o altri sintomi neurologici importanti richiedono una valutazione medica urgente.
Cosa emerge dallo studio
La rassegna offre una panoramica delle possibili manifestazioni neurologiche legate a malattie trasmesse dalle zecche, ma non sostituisce la valutazione clinica.
Conoscere le differenze tra le malattie, prestare attenzione ai sintomi e adottare misure di prevenzione sono fondamentali per affrontare il problema in modo consapevole, senza sottovalutare i segnali importanti né alimentare allarmismi.
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