Lyme: una nuova strada per la diagnosi

Una ricerca della Tufts University apre nuove prospettive alla diagnosi precoce e al riconoscimento della malattia persistente (PTLDS)

La diagnosi della malattia di Lyme potrebbe contare, in futuro, su una nuova tipologia di test. Una ricerca condotta dalla Tufts University School of Medicine ha individuato un gruppo di molecole – gli anticorpi fosfolipidi – che consentirebbe di riconoscere l’infezione in fase iniziale e di identificare la malattia persistente.

I risultati della ricerca, pubblicati sulla rivista scientifica Infection and Immunity dell’American Society for Microbiology, rispondono a due delle sfide cliniche più complesse di Lyme: la diagnosi tempestiva e il riconoscimento della sindrome post trattamento (PTLDS).

Gli anticorpi precoci

I ricercatori hanno scoperto che la Borrelia, il battere responsabile della malattia di Lyme, può stimolare il sistema immunitario a produrre anticorpi contro alcuni lipidi (grassi) che l’agente infettivo acquisisce dall’organismo umano.

Analizzando il sangue di 199 persone con diagnosi certa di malattia, gli studiosi hanno scoperto due specifici anticorpi anti fosfolipidi che compaiono precocemente durante l’infezione e diminuiscono quando il trattamento antibiotico risulta efficace. Sono:

-l’Anti-acido fosfatidico (αPA)

-l’Anti-fosfatidilserina (αPS).

Entrambi presentano valori significativamente elevati in fase di malattia iniziale (Eritema migrante) e scompaiono con l’efficacia della terapia.

Il dato suggerisce che gli stessi anticorpi potrebbero diventare, in futuro, biomarcatori in grado di indicare la malattia di Lyme in modo precoce e affidabile e dimostrare il successo del trattamento.

Un possibile indizio sui sintomi persistenti

La ricerca ha inoltre evidenziato nei pazienti con sintomi persistenti la presenza stabile di titoli elevati dell’anti-fosfatidilserina (αPS) nei mesi successivi al trattamento.

Livelli elevati e duraturi di αPS potrebbero quindi essere associati ai sintomi di lungo periodo, mentre un aumento temporaneo degli anticorpi antilipidici potrebbe essere collegato a una nuova infezione.

Un elemento di rilievo è che alti livelli di αPS sono risultati in gran parte assenti nelle persone affette da altre malattie, come fibromialgia, lupus eritematoso, long-COVID e sindrome da stanchezza cronica i cui sintomi sono analoghi alla malattia di Lyme post trattamento (PTLDS).

Non è ancora un nuovo test diagnostico

I risultati aprono prospettive interessanti, ma gli autori dello studio sottolineano che i risultati non sono ancora sufficienti per proporre un nuovo test clinico.

Occorrono indagini più ampie per stabilire con quale accuratezza gli anticorpi anti fosfolipidi potranno diventare marcatori affidabili per:

– individuare precocemente la malattia di Lyme,

– dimostrare l’avvenuta guarigione dopo la terapia,

– distinguere le nuove infezioni da quelle pregresse,

– diagnosticare la malattia persistente.

Per questo la Tufts University sta proseguendo le ricerche attraverso uno studio multicentrico che segue i pazienti nel tempo.

L’obiettivo è superare alcuni limiti dei test oggi utilizzati, che si basano sulla ricerca nel sangue degli anticorpi prodotti dall’organismo in risposta alla Borrelia. Questi anticorpi possono impiegare diverse settimane per manifestarsi e spesso permangono per anni, anche se l’infezione è ormai risolta. La loro presenza quindi non permette sempre di capire se l’infezione è ancora in corso, oppure si tratta del “segno” di un’infezione avuta nel passato.

I passi successivi: uno studio per seguire la malattia nel tempo

La scoperta degli anticorpi anti fosfolipidi fa parte di un progetto più ampio della Tufts University, che punta a coinvolgere oltre 1.000 pazienti. I partecipanti vengono seguiti a partire dal primo segno d’infezione (Eritema migrante) e sottoposti a controlli e prelievi regolari e ripetuti nel tempo.

Il progetto ha una durata di 5 anni e si propone di capire perché alcune persone guariscono rapidamente, mentre altre continuano ad avere sintomi per mesi o anni.

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