
Con l’arrivo della bella stagione e l’aumento delle attività all’aria aperta, torna alta l’attenzione sul rischio zecche. Una recente indagine scientifica accende i riflettori sull’Isola di Pianosa (Toscana) e segnala un dato di particolare rilievo: l’elevata presenza di zecche Hyalomma con un alto tasso di Rickettsia aeschlimannii, il battere responsabile della febbre maculosa mediterranea (o febbre bottonosa del Mediterraneo).
Lo studio, condotto dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana insieme alla Fondazione Edmund Mach, si basa sulla raccolta di 1685 campioni di zecche, di cui 1683 identificati come Hyalomma marginatum e sulle analisi condotte in 575 esemplari.
Un’isola ad alto rischio stagionale
Pianosa fa parte del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano ed è un’ambìta meta turistica, con 15.000–20.000 visitatori ogni anno.
Dal punto di vista ambientale presenta tre condizioni favorevoli alla proliferazione delle zecche, in particolare delle Hyalomma marginatum:
Questi fattori, uniti al continuo afflusso di zecche con gli uccelli migratori e alla diffusione della Rickettsia aeschlimannii, aumentano l’esposizione a possibili punture infettanti.
Rischi per la salute: cosa sapere
Il batterio individuato nelle zecche di Pianosa, la Rickettsia aeschlimannii, è associato alla febbre maculosa mediterranea, una malattia in aumento nel Sud Europa.
I sintomi principali includono:
L’elevata circolazione del patogeno aumenta il rischio di malattia per chi risiede o frequenta l’isola, soprattutto durante escursioni e attività all’aperto.
Prevenzione: le raccomandazioni degli esperti
Alla luce dei risultati, gli autori dello studio sottolineano l’importanza di rafforzare l’informazione e la prevenzione, soprattutto all’inizio della stagione turistica.
Tra le principali misure consigliate:
Viene inoltre suggerita l’adozione di campagne informative mirate anche sui Social e, dove possibile, l’attuazione di circoscritti interventi con acaricidi in aree selezionate come spiagge pubbliche, luoghi ricreativi e di ritrovo, piccoli centri abitati.
Una notizia utile per la prevenzione
I dati raccolti rappresentano un importante campanello d’allarme: la combinazione tra alta densità di zecche e presenza diffusa della Rickettsia aeschlimannii rendono Pianosa un contesto da monitorare con attenzione.
Informarsi e adottare comportamenti corretti resta lo strumento più efficace per ridurre il rischio di punture e malattie, soprattutto nella bella stagione.
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