
Il Parco Nazionale di Brioni, un arcipelago di 14 isole al largo della Croazia, rappresenta una delle mete più suggestive dell’Adriatico, offrendo natura incontaminata, siti archeologici e spiagge cristalline.
Oggi però, alla vigila della stagione turistica, arriva un importante avviso per i visitatori: attenzione alle zecche!
Uno studio richiama l’attenzione dei turisti
Tra il 2020 e il 2022 un gruppo di ricercatori croati ha condotto un’indagine approfondita sulla presenza di zecche all’interno del parco, i cui risultati sono stati pubblicati di recente. L’analisi dei 587 esemplari raccolti ha confermato la circolazione attiva di tre agenti patogeni:
Il dato più significativo riguarda la diffusione delle co-infezioni: quasi il 30% delle zecche è risultato portatore di più patogeni contemporaneamente, aumentando la probabilità che anche una singola puntura possa causare malattie più complesse del previsto.
Natura e turismo: un equilibrio delicato
L’ecosistema del parco, caratterizzato da fauna abbondante e ambienti mediterranei diversificati, favorisce la proliferazione delle zecche.
La specie predominante è l’Ixodes ricinus, la comune zecca dei boschi. La sua presenza è considerata stabile e ad alto rischio, in quanto primario vettore della malattia di Lyme e dell’encefalite da zecche (TBE).
Attenzione anche nelle aree “sicure”
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, le zecche non si trovano solo nei boschi.
Lo studio evidenzia che nelle isole Brioni:
Di conseguenza anche le aree turistiche apparentemente “sicure” possono nascondere insidie per la salute.
Il periodo più delicato è proprio adesso
L’indagine segnala che nell’area del parco le zecche sono più attive:
Durante i mesi estivi più caldi, invece, tendono a ridurre la loro attività.
Questo rende il periodo attuale tra i più delicati e richiede una maggiore attenzione da parte dei visitatori.
Cambiamenti climatici e nuove presenze
Lo studio segnala anche la presenza della zecca Hyalomma marginatum, una specie legata a regioni più meridionali, la cui diffusione è attentamente monitorata in quanto potenziale vettore della febbre emorragica di Crimea-Congo.
Per gli studiosi è un segnale di come i cambiamenti climatici stiano modificando gli equilibri naturali dell’area con il contributo degli uccelli migratori, che fungono da “ponti aerei” per l’importazione di nuove specie di zecca e di nuovi agenti infettivi da aree distanti.
Le precauzioni per i turisti
Alla luce dell’elevata presenza di zecche nelle aree più frequentate, i ricercatori sottolineano la necessità di una gestione mirata del parco Brioni.
Tra le misure suggerite figurano interventi di manutenzione ambientale, come lo sfalcio regolare dei bordi dei sentieri e il diradamento della vegetazione nelle zone prossime ai percorsi turistici.
Parallelamente, indicano l’importanza di un controllo equilibrato della fauna selvatica, utile a limitare il ciclo riproduttivo delle zecche.
Ritengono inoltre fondamentale una comunicazione chiara e mirata ai visitatori, per informarli dei “punti critici”, come i giardini ben curati dei parchi, gli spazi irrigati e le aree ai margini delle zone forestali.
Un paradiso naturale da vivere con consapevolezza
Le isole Brioni restano una destinazione di straordinaria bellezza. Tuttavia, l’interazione con l’ambiente richiede grande attenzione, soprattutto nei periodi più favorevoli all’attività delle zecche, come quello attuale.
Visitare queste isole resta un’esperienza unica, purché accompagnata da informazione e precauzione, elementi indispensabili per vivere le vacanze in sicurezza.
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