A livello scientifico non esiste la definizione di malattia di Lyme cronica.
È tuttavia vero che, in una piccola percentuale di casi, i sintomi possono persistere anche dopo il trattamento con antibiotici, lasciando una lunga scia di disturbi (affaticamento marcato, maggior sensibilità al dolore, disturbi del sonno, confusione mentale e difficoltà cognitive), la cui durata può protrarsi a lungo nel tempo.
Per definire questa complessa situazione clinica è stata coniata l’espressione di “sindrome post-trattamento della malattia di Lyme” (Post treatment-Lyme disease syndrome – PTLDS), della quale non si conosce la causa. Alcuni studi ipotizzano che alla base dei sintomi persistenti ci sia una disfunzione immunitaria, altri che sia dovuta alla sopravvivenza del battere nell’organismo umano, altri ancora che sia la conseguenza di un trattamento tardivo.
L’esistenza delle varie ipotesi, oggi al vaglio della ricerca scientifica, conferma che la malattia di Lyme è una patologia complessa e sottolinea l’importanza del suo tempestivo riconoscimento. Se correttamente diagnosticata in fase iniziale può infatti essere curata con successo.
Per approfondire:
L’apertura della stagione venatoria ripropone il problema delle zecche sia per i cacciatori, sia per i loro cani. Per quanto il problema sia conosciuto e difficile da risolvere, ci sono delle buone abitudini in grado ridurre le possibilità di contatto con le zecche e contenere gli effetti del loro morso.
I dieci accorgimenti utili:
- Equipaggiarsi con indumenti che coprono quanto più possibile il corpo, proteggendo i piedi con scarponi alti o stivali;
- Durante gli appostamenti evitare il contatto diretto con erba e cespugli stendendo a terra un telo protettivo;
- Nei territori più a rischio trattare eventualmente vestiti, equipaggiamento e pelle scoperta con repellenti, osservando scrupolosamente i tempi, le indicazioni e le avvertenze riportate sulle confezioni;
- Maneggiare con cautela gli animali abbattuti, potenziali (e involontari) ospiti di parassiti e agenti patogeni;
- Impiegare contenitori di plastica nel trasporto di carcasse in auto per impedire a eventuali zecche di disperdersi dalla preda all’interno del veicolo e poi ai suoi occupanti;
- Al rientro spogliarsi in un ambiente “filtro” e spazzolare gli abiti, le scarpe e gli accessori usati durante l’uscita, lavandoli a temperature alte quando possibile;
- Fare un bagno o una doccia e controllare con cura tutto il corpo, senza trascurare il cuoio cappelluto;
- Qualora si trovi una zecca sulla pelle va tolta subito e in modo corretto, disinfettando poi la zona interessata;
- Prendere nota del giorno in cui è avvenuta la rimozione e fare attenzione alla comparsa di sintomi nei 30-40 giorni successivi;
- Nell’eventualità di eruzioni cutanee, febbre, dolori o malessere simil-influenzale rivolgersi tempestivamente al proprio medico, segnalando il morso di zecca.
Buona regola è anche proteggere il proprio cane con prodotti repellenti e ispezionarlo con regolarità, riservando opportuni trattamenti anti-zecca anche a cucce, box, trasportini e ai luoghi di abituale ricovero.
Per approfondire:
Prevenire è sempre meglio di curare e nel caso delle zecche la prevenzione gioca un ruolo importante. La regola vale anche per le escursioni in bicicletta (e soprattutto in moutain bike) quando i percorsi attraversano zone boschive e spazi naturali con erba incolta e vegetazione spontanea.
In questi ambienti sono utili alcune semplici precauzioni per limitare il contatto con le zecche e ridurre gli effetti del loro morso:
– Indossare abiti coprenti e se possibile di colore chiaro (permettono con facilità di individuare la presenza di eventuali zecche);
– Proteggere eventualmente le parti scoperte con repellenti (facendo attenzione a rispettare indicazioni e tempi segnalati sul prodotto);
– Evitare i territori più a rischio (dove è nota l’infestazione di zecche e delle malattie collegate al loro morso);
– Non sostare o sedersi in prossimità di erba e cespugli e vicino a corsi d’acqua (sono i luoghi preferiti dalle zecche);
– Ispezionarsi a intervalli regolari e controllare l’abbigliamento, le scarpe, il casco e lo zaino per intercettare la presenza di zecche (se possibile anche con l’aiuto di un compagno di escursione);
– Portare con sé un estrattore e salviette disinfettanti (per asportare in modo corretto e tempestivo le zecche presenti sulla pelle);
– Una volta rientrati esaminare gli indumenti e l’equipaggiamento (compresi casco e zaino), per accertare l’assenza di zecche (che diversamente potrebbero disperdersi in casa);
– Fare una doccia e controllare con attenzione tutto il corpo (in particolare le zone dove la sudorazione è maggiore, l’area intorno alle orecchie, i capelli).
Qualora ci sia una zecca sulla pelle:
– bisogna toglierla subito e disinfettare la parte interessata;
– annotare la data dell’estrazione;
– ricorrere con tempestività al medico se compaiono arrossamenti cutanei, febbre, dolori o malessere simil-influenzale nei 30-40 giorni successivi.
Per approfondire:
Le zecche sono un’insidia anche per gli animali da compagnia, in particolare per i cani che fanno vita all’aperto e che, proprio come l’uomo, possono venire contagiati dal morso e sviluppare malattie pericolose e talora gravi.
Per difendere la loro salute è importante utilizzare un antiparassitario (spray, spot on, collare, compresse masticabili) e ispezionarli con regolarità (soprattutto dopo essere stati in ambienti a rischio). Nel caso si trovi una zecca, occorre rimuoverla subito.
Il controllo regolare del cane è fondamentale anche per preservare l’ambiente domestico dall’introduzione (involontaria) di parassiti nocivi che potrebbero aggredire anche quanti ci abitano.
Per approfondire:
Le zecche possono diventare il «rovescio della medaglia» di un buon raccolto di funghi, soprattutto quando si esplorano zone umide e ombreggiate, ricche di sottobosco, erba e cespugli.
Per ridurre il rischio di subire il loro morso bastano tre semplici mosse:
prevenire: disporsi all’escursione con un abbigliamento (preferibilmente di colore chiaro) in grado di coprire quanto più possibile il corpo, proteggendo le mani con guanti e i piedi con scarpe alte, chiuse alle caviglie. È inoltre possibile utilizzare la protezione chimica, osservando scrupolosamente le indicazioni riportate sul prodotto;
controllare: al rientro spazzolare (all’aperto) e possibilmente lavare (alla temperatura più alta possibile) gli indumenti usati e l’eventuale equipaggiamento; fare un bagno o una doccia e ispezionare con cura tutto il corpo per individuare la presenza di eventuali zecche;
agire: qualora si noti un puntino scuro e in rilievo sulla pelle è probabilmente una zecca che va tolta il prima possibile! Prendere nota della data e nel caso di eruzione cutanea, febbre e/o malessere generale nei successivi 30-40 giorni, consultare subito il medico.
Un video-cartone di 4 minuti per far conoscere a bambini ed escursionisti chi sono le zecche e come (e perché) prevenire il loro morso.
L’iniziativa, realizzata dalla compagnia teatrale Le Mele Volanti, in collaborazione con l’associazione Arte e Natura e la Direzione Sistemi Naturali della Città Metropolitana di Torino, fornisce semplici ma efficaci informazioni sulle misure da adottare in caso di escursioni negli ambienti collinari e montani e quando si gioca o si sosta nei prati.
Guarda il video:
Da metà maggio a metà luglio il Trentino ha registrato 10 nuovi casi di encefalite da zecche, per alcuni dei quali si è reso necessario il ricovero in ospedale.
Pronta la risposta dell’azienda sanitaria che ha riattivato la vaccinazione contro l’encefalite da zecca (gratuita per i residenti), previo appuntamento prenotabile al cup per via telefonica o con modalità online.
Le autorità sanitarie raccomandano la vaccinazione a tutti coloro che frequentano boschi e spazi verdi.
Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) ha aggiornato le mappe sulla distribuzione delle zecche in Europa.
Con 5503 segnalazioni in più rispetto a luglio 2019, risulta in netta espansione la comune zecca dei boschi (Ixodes ricinus), principale vettore della Tbe (encefalite virale da zecche) e della Malattia di Lyme.
La diffusione delle zecche è un fenomeno che non ha ancora una spiegazione scientifica. L’ipotesi è che il notevole sviluppo di questi parassiti sia legato all’aumento delle temperature.
Per approfondire:
https://www.epicentro.iss.it/zecche/
https://www.ecdc.europa.eu/en/disease-vectors/surveillance-and-disease-data/tick-maps
Il miliardario inglese John Caudwell, vedendo tutta la sua famiglia colpita dalla malattia di Lyme, ha ipotizzato che dovesse diffondersi come l’AIDS.
La notizia ha suscitato un certo allarmismo, ma è stata sconfessata dalla comunità scientifica: non c’è nessuna prova che il morbo di Lyme si trasmetta da persona a persona. Non si può essere contagiati per via sessuale o vivendo a stretto contatto con una persona ammalata. Allo stesso modo non ci sono segnalazioni sulla trasmissione della malattia di Lyme attraverso il latte materno.
Per approfondire: https://www.bufale.net/disinformazione-allarmismo-attenzione-nuova-malattia-fate-girare-si-chiama-lyme-e-si-trasmette-come-hiv-bufale-net/