Un video-cartone di 4 minuti per far conoscere a bambini ed escursionisti chi sono le zecche e come (e perché) prevenire il loro morso.

L’iniziativa, realizzata dalla compagnia teatrale Le Mele Volanti, in collaborazione con l’associazione Arte e Natura e la Direzione Sistemi Naturali della Città Metropolitana di Torino, fornisce semplici ma efficaci informazioni sulle misure da adottare in caso di escursioni negli ambienti collinari e montani e quando si gioca o si sosta nei prati.

Guarda il video:

Da metà maggio a metà luglio il Trentino ha registrato 10 nuovi casi di encefalite da zecche, per alcuni dei quali si è reso necessario il ricovero in ospedale.

Pronta la risposta dell’azienda sanitaria che ha riattivato la vaccinazione contro l’encefalite da zecca (gratuita per i residenti), previo appuntamento prenotabile al cup per via telefonica o con modalità online.
Le autorità sanitarie raccomandano la vaccinazione a tutti coloro che frequentano boschi e spazi verdi.

Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) ha aggiornato le mappe sulla distribuzione delle zecche in Europa.

Con 5503 segnalazioni in più rispetto a luglio 2019, risulta in netta espansione la comune zecca dei boschi (Ixodes ricinus), principale vettore della Tbe (encefalite virale da zecche) e della Malattia di Lyme.
La diffusione delle zecche è un fenomeno che non ha ancora una spiegazione scientifica. L’ipotesi è che il notevole sviluppo di questi parassiti sia legato all’aumento delle temperature.

Per approfondire:
https://www.epicentro.iss.it/zecche/
https://www.ecdc.europa.eu/en/disease-vectors/surveillance-and-disease-data/tick-maps

Il miliardario inglese John Caudwell, vedendo tutta la sua famiglia colpita dalla malattia di Lyme, ha ipotizzato che dovesse diffondersi come l’AIDS.

La notizia ha suscitato un certo allarmismo, ma è stata sconfessata dalla comunità scientifica: non c’è nessuna prova che il morbo di Lyme si trasmetta da persona a persona. Non si può essere contagiati per via sessuale o vivendo a stretto contatto con una persona ammalata. Allo stesso modo non ci sono segnalazioni sulla trasmissione della malattia di Lyme attraverso il latte materno.

Per approfondire: https://www.bufale.net/disinformazione-allarmismo-attenzione-nuova-malattia-fate-girare-si-chiama-lyme-e-si-trasmette-come-hiv-bufale-net/

Alcuni sintomi della malattia di Lyme possono essere confusi con quelli del nuovo coronavirus e ritardare la diagnosi e il trattamento della malattia.

Febbre, dolore e manifestazioni simil-influenzali sono infatti comuni alle due patologie, ma quando insorgono in persone che trascorrono del tempo all’aperto e in aree in cui la presenza di zecche è nota, va sospettato che il “colpevole” non sia il Covid-19, ma un agente patogeno diffuso dal morso di zecca.

Questa estate la pandemia da SARS-CoV-2 (acronimo di Severe Acute Rspiratory Syndrome CoronaVirus 2) lancia dunque una nuova sfida al corretto e tempestivo riconoscimento del morbo di Lymee di altre infezioni trasmesse dal morso di zecca.

È alta l’attenzione verso i morsi di zecca nel Friuli Occidentale dopo che due giovani sono stati ricoverati presso l’ospedale di Pordenone con diagnosi di TBE (encefalite da zecche), confermata da indagini di laboratorio.

Entrambi hanno riferito di essere stati morsi nelle settimane immediatamente precedenti e di aver quindi sviluppato disturbi neurologici e febbre.

È bene ricordare che per l’encefalite trasmessa dalle zecche non esiste una cura specifica, ma la malattia si può prevenire attraverso la vaccinazione, gratuita per i residenti in Friuli Venezia Giulia. La stessa vaccinazione è fortemente raccomandata a tutti coloro che vivono o lavorano in aree a rischio e a quanti fanno attività all’aperto e frequentano ambienti boschivi.

La celebre rivista online Frontiers in Medicine ha pubblicato l’articolo “Un approccio pratico alla diagnosi della Borreliosi di Lyme: dall’eterogeneità clinica alle metodiche di laboratorio” (titolo originale: Practical Approach to the Diagnosis of Lyme Borreliosis: From Clinical Heterogeneity to Laboratory Methods), a firma congiunta dei prof. Giusto Trevisan, Serena Bonin, Maurizio Ruscio

Partendo dal fatto che la storia medica e i sintomi mostrati dal paziente sono fondamentali per il riconoscimento della malattia, l’articolo analizza le molte e differenti manifestazioni che caratterizzano il morbo di Lyme, correlandole a varie cause, tra cui l’esistenza di diversi ceppi di Borrelia (agente responsabile della malattia), la possibile co-infezione con altri patogeni trasmessi dalle zecche, le interazioni con l’ospite umano, dando ampio spazio anche alla presentazione delle tecniche diagnostiche che possono favorire la tempestiva e corretta diagnosi di malattia.

L’articolo, disponibile solo in lingua inglese, si rivolge soprattutto agli “addetti ai lavori” e si pone l’obiettivo di offrire ai medici di medicina generale e agli specialisti un’impostazione pratica per il riconoscimento della Borreliosi di Lyme.

Per approfondire: http://journal.frontiersin.org/article/10.3389/fmed.2020.00265/full?&utm_source=Email_to_authors_&utm_medium=Email&utm_content=T1_11.5e1_author&utm_campaign=Email_publication&field=&journalName=Frontiers_in_Medicine&id=529227

Sospesa l’emergenza COVID-19 l’ospedale San Martino di Belluno ha ripreso le vaccinazioni anti TBE (encefalite da zecche) con la modalità “drive-in”.

Con la sospensione dell’emergenza COVID-19 l’ospedale San Martino di Belluno ha ripreso le vaccinazioni anti TBE (encefalite da zecche) utilizzando la modalità “drive-in”, che consente di ricevere il vaccino rimanendo comodamente seduti in auto.

Su prenotazione, le persone interessate potranno recarsi nell’area dedicata alle vaccinazioni drive-in, indicata dalle autorità sanitarie, indossando la mascherina e una maglietta a maniche corte per facilitare la somministrazione del vaccino nel braccio. Dopo la vaccinazione, sarà necessario attendere 15 minuti in una zona riservata e sorvegliata dal personale sanitario per monitorare eventuali reazioni.

Questa modalità organizzativa, sicura e veloce, continuerà fino a esaurimento delle circa 6.000 richieste attualmente in lista d’attesa, estendendosi progressivamente a tutto il territorio della provincia di Belluno.

Per informazioni e prenotazioni, è possibile consultare il sito ufficiale dell’ospedale San Martino di Belluno o contattare le autorità sanitarie locali.

Negli ultimi 10 anni l’area bellunese ha registrato “circa 700 casi di borreliosi di Lyme e il 40 per cento dei casi nazionali di TBE” (encefalite da zecche).

È allerta zecche nel Bellunese, dove si sono registrati “circa 700 casi di borreliosi di Lyme e il 40 per cento dei casi nazionali di TBE” negli ultimi dieci anni.
I dati sono stati divulgati dal dottor Renzo Scaggiante, direttore di Malattie infettive dell’ospedale San Martino di Belluno, il quale ha anche aggiunto “vediamo almeno 4-6 casi di punture di zecche alla settimana, mentre nell’ultimo mese abbiamo ricoverato 4 persone con TBE”.
A parere del sanitario le patologie connesse al morso di zecca sono un fenomeno largamente sottostimato in considerazione della sproporzione esistente tra l’ampia diffusione delle zecche e la relativa scarsità di notifiche dei casi di malattia.

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