Il Ministero della salute ha smentito che le zecche possano diffondere il nuovo coronavirus.
Il virus responsabile della COVID-19 è un virus respiratorio e si trasmette da uomo a uomo principalmente attraverso le minuscole goccioline emesse con starnuti o colpi di tosse o portando le mani alla bocca, al naso o agli occhi dopo aver toccato superfici od oggetti contaminati di recente.
Ad oggi – ha precisato il Ministero – non c’è alcuna evidenza scientifica di una trasmissione attraverso artropodi vettori, quali zecche, zanzare o altri insetti che invece possono veicolare altri tipi di virus (detti arbovirus), responsabili di malattie completamente diverse dalla COVID-19, come ad esempio la malattia di Lyme, la dengue e la febbre gialla.
Per approfondire: www.salute.gov.it
Da inizio anno più che raddoppiati i casi di encefalite da zecche
Boom di encefaliti da zecca (TBE) in Svizzera. Dall’inizio del 2020 sono 215 i casi registrati dall’Ufficio federale della sanità pubblica elvetica (Ufsp), oltre il doppio di quelli rilevati un anno fa (97 casi).
Il coronavirus sembra averci messo lo zampino: una delle cause dell’incremento è addebitato al lockdown, che avrebbe favorito l’aumento delle passeggiate nei boschi e impedito a molte persone di vaccinarsi.
I sanitari segnalano inoltre un record di visite per morsi di zecca: ben 19.600 da inizio anno.
Per approfondire: www.tvsvizzera.it
Nei mesi estivi è più frequente cadere vittima del morso di zecca.
Durante i mesi estivi, il rischio di essere punti da una zecca aumenta significativamente. Il caldo invita a trascorrere più tempo all’aperto, spesso con un abbigliamento leggero che lascia scoperte diverse parti del corpo. Purtroppo le zecche sono particolarmente attive in estate e il loro morso può trasmettere malattie anche gravi, come la malattia di Lyme e l’encefalite da zecche (TBE).
Fortunatamente, con semplici accorgimenti e alcune precauzioni è possibile ridurre notevolmente il rischio di punture e proteggere la propria salute.
Per questo motivo è stato realizzato l’opuscolo “ZECCHE? NO GRAZIE”, una guida pratica che offre informazioni dettagliate e consigli utili su come prevenire i morsi di zecca e cosa fare in caso di puntura.
Scarica e leggi l’opuscolo completo cliccando qui per scoprire tutte le strategie efficaci per difenderti dalle zecche durante le attività all’aperto.
Nel 2019 sono stati segnalati 24 nuovi casi di encefalite da zecche (TBE) in Italia, secondo i dati pubblicati da Epicentro, il portale dell’Istituto Superiore di Sanità dedicato alla sorveglianza epidemiologica.
La mappa aggiornata delle regioni coinvolte mostra una maggiore incidenza in Trentino-Alto Adige, con 15 casi (13 nella provincia di Trento e 2 in quella di Bolzano), seguito dal Veneto con 6 casi, dal Friuli Venezia Giulia con 2 casi e dal Lazio con 1 caso.
I dati confermano che le regioni del Nord-Est rappresentano le aree a maggior rischio per la TBE in Italia.
Per informazioni dettagliate sulla distribuzione dei casi e sulle strategie di prevenzione è disponibile la sezione dedicata su Epicentro dell’Istituto Superiore di Sanità.
La cantante Avril Lavigne esprime la sua solidarietà a Justin Biber e ammette pubblicamente di aver combattuto per anni contro la malattia di Lyme.
La cantante ha inoltre espresso pubblicamente la sua solidarietà a Justin Bieber, rivelando di aver personalmente combattuto contro i danni causati dalla malattia. Sul suo profilo Instagram, Avril ha scritto: “Sono stata davvero malata” e ha voluto rivolgere un messaggio di speranza a tutte le persone colpite dalla malattia”.
Il suo gesto mette in luce l’importanza di riconoscere i sintomi della malattia di Lyme e di non perdere mai la fiducia in un percorso di guarigione.
La testimonianza di Avril Lavigne rafforza la consapevolezza pubblica su una patologia spesso sottovalutata, invitando a una maggiore attenzione e supporto per chi ne soffre.
Dopo l’annuncio aggiunge: “Ho avuto un paio d’anni difficili. Molte persone continuavano a dire che avevo un aspetto orribile ed ero sotto metanfetamine, non sapevano che ero ammalato”. Ora ho trovato il trattamento giusto, tornerò meglio di prima
Justin Bieber, la giovane pop star canadese, ha recentemente rivelato su Instagram di essere affetto dalla malattia di Lyme, una patologia spesso sottovalutata ma potenzialmente grave.
Nel suo messaggio Bieber ha raccontato le difficoltà vissute negli ultimi anni, spiegando che molte persone fraintendevano il suo aspetto e lo accusavano ingiustamente di abuso di metanfetamine, senza sapere che era malato. Ora, dopo aver trovato il trattamento adeguato, Justin Bieber promette un ritorno più forte e in salute. Questa rivelazione ha acceso i riflettori sulla malattia di Lyme, sottolineando l’importanza di una diagnosi precoce e di un supporto adeguato per chi ne soffre.